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Al Parri le carte di Nazario Sauro Onofri

La famiglia, di Nazario Sauro Onofri ha deciso di depositare presso l’Istituto Parri un patrimonio di grande valore storico che comprende sia la biblioteca sia tutto il materiale documentario derivato dalle approfondite ricerche condotte in preparazione delle sue diverse pubblicazioni.

Tale patrimonio troverà adeguata sistemazione e sarà messo a disposizione degli studiosi e della cittadinanza presso l’Istituto Parri che si conferma come centro di servizio culturale e di iniziative per lo studio dell’antifascismo, del fascismo, della Resistenza e dell’intera storia del ‘900, particolarmente nella nostra città e provincia.

Il materiale documentario, denominato Fondo Nazario Sauro Onofri, incrementerà il cospicuo patrimonio documentario conservato dall’Istituto Parri.

Con questo gesto la famiglia, la vedova Elvira Bergossi e i figli Gino e Piero, a cui la città deve essere sinceramente grata, vogliono onorare una nobilissima figura di partigiano - che si può ricordare come uno dei più giovani del bolognese - di giornalista attento alla storia della città e di studioso attento e prolifico della storia del movimento antifascista e non solo di questo, ma anche di importanti aspetti della vita della città nel secolo scorso.

Nazario Sauro Onofri è stato militante delle formazioni di Giustizia e Libertà; faceva parte della 8° brigata GL Masia, nel settembre 1944, fu arrestato insieme ad una ventina di partigiani del Partito d’Azione, per la delazione di due infiltrati e solo la giovane età gli salvò la vita, mentre il padre Gino, arrestato insieme a lui, sarebbe morto a Mauthausen, altri catturati con lui fucilati.

A partire da questo episodio Onofri ha dedicato la sua esistenza alla ricerca e alla storia del movimento antifascista e della Resistenza consegnandoci, tra le altre, opere che sono ancora fondamentali come il monumentale Dizionario Biografico Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese: 1919-1945, curato con Alessandro Albertazzi e Luigi Arbizzani.

Ha studiato il fascismo e le sue origini, tra le altre pubblicazioni, con La strage di palazzo d’Accursio. Origine e nascita del fascismo bolognese (1919-1920), la Bologna del dopoguerra tra gli altri lavori con Le due anime del cardiale Lercaro. Ha affrontato temi delicati come Ebrei e fascismo a Bologna, o coraggiosamente questioni come Il triangolo rosso 1943-1947. La verità sul dopoguerra in Emilia-Romagna attraverso i documenti d’archivio. E ancora La grande guerra nella città rossa.

Ha condotto studi legati alla sua appartenenza alla cultura politica liberalsocialista, come La nascita del Psi a Bologna, o ancora Dal frontismo al riformismo. La lotta autonomista nel Psi di Bologna (1947-1959).

Ricerche legate alla sua professione di giornalista riguardano la storia della stampa, come Giornali e giornalisti in Emilia Romagna, studiati in due volumi dal 1905 al 2005, o I giornali della liberazione a Bologna (1945-1947), o ancora La campagna antisemita nei giornali bolognesi e I giornali bolognesi nel ventennio fascista.

Non è possibile citare qui tutti le opere di Onofri, ma ognuna di esse era frutto di rigore e acribia nella ricerca.

 

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