Istituto Parri

Sezione didattica

Sezione didattica

La Sezione Didattica unificata dell'Istituto per la Storia e le Memorie del Novecento Parri E-R nasce nel 2013 come uno dei risultati della confluenza fra il Centro di Documentazione storico politica sullo stragismo (CEDOST), l'Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna "Luciano Bergonzini" (ISREBO), l'Istituto Parri E-R e il  Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia (LANDIS). Già negli ultimi anni i due Istituti storici, il Centro di Documentazione e il Laboratorio Nazionale agivano di concerto nella programmazione delle attività didattiche; con la confluenza si è aperta la strada ad una ancor più ampia prospettiva di lavoro e di ricerca negli ambiti della didattica e della formazione.

Nel momento in cui la Sezione prende vita vogliamo ricordare alcune delle parole che avviarono, fin dalla fine degli anni Settanta, il dibattito sul senso che l'insegnamento della storia dovrebbe assumere nella scuola. 

 

Non è cosa di poco conto ridurre il tasso di riproduzione-ripetizione nella scuola sia perl’insegnante sia per lo studente, renderli entrambi protagonisti della situazione didattica, promuovere una comune capacità di “lettura” e di inserzione nel presente. Se si vuole, come scrive de Certeau “introdurre lo studente come attore nella città storiografica” e renderlo “produttore di storia e storiografia” occorre un lungo lavoro di riflessione collettiva e di elaborazione di strumenti idonei. 

Raffaella Lamberti 

 

Parole lontane ma non superate. L’obiettivo, anche a dispetto dell'avvento del digitale, è ancora il superamento delle tradizionali procedure basate sulla triade spiegazione/memorizzazione/ripetizione, nella direzione di una didattica del laboratorio.

 

Davvero fondante è che attraverso la storia si impara a ragionare. La mia curiosità è sempre stata quella di capire se attraverso lo studio della storia si creasse nella mente degli studenti lo spunto per un pensiero assolutamente autonomo. 

Antonio Brusa

 

Un pensiero autonomo (come spiega Antonio Brusa in un'intervista rilasciata negli anni Novanta) che la Sezione didattica intende promuovere - con il fecondo supporto dell'intero Istituto - nella convinzione che per progettare il curricolo di storia sia necessario partire dai problemi di fondo del presente.

Di seguito alcuni alcuni tratti distintivi della nostra impostazione:

  • Attenzione alle soggettività dei discenti e dei docenti:   favorita da un ambito didattico attivo e interattivo nel quale l’insegnante, artefice di percorsi di conoscenza, può scoprire la centralità del proprio ruolo di mediatore, mentre lo studente è stimolato a mettere in gioco se stesso e i propri personali stili di apprendimento.  
  • Apertura dell’insegnamento della storia del Novecento ad una prospettiva mondiale:  attraverso l'affrancamento dall’unidimensionalità della didattica trasmissiva  e l'utilizzo di tutta la gamma delle possibili ottiche di osservazione dei fenomeni storici. 
  • Ricerca di un rapporto stretto con gli altri saperi: in particolare con le materie della cosiddetta area geo-storico-sociale, che condividono con la storia gran parte dei metodi e degli strumenti. 
  • Centralità del rapporto tra storia ed educazione alla cittadinanza: con il laboratorio come luogo privilegiato di realizzazione delle finalità formative della disciplina, in quanto terreno di riflessione sui meccanismi di costruzione della conoscenza storica e di conseguenza di disvelamento del suo possibile uso pubblico.
  • Riflessione attorno ai saperi atti a comprendere le attuali interdipendenze fra locale e globale,  anche al fine del raggiungimento di un esercizio consapevole di cittadinanza. 
  • Attenzione per all'educazione al patrimonio culturale soprattutto per ciò che attiene i temi del rapporto fra istituzioni e società, delle differenze di genere e di generazioni, delle forme statuali e delle istituzioni democratiche. 

La centralità dell’insegnante nella progettazione didattica rimane il nostro obiettivo primario. Per questo motivo l'offerta formativa contiene proposte - mai ricette preconfezionate - che intendiamo sempre quali spunti da discutere con i docenti anche per rispondere alle differenti necessità delle classi. 

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